Il desolante agnosticismo dell'umorismo pirandelliano

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CAPITOLO I –VITA E OPERA DI LUIGI PIRANDELLO
I. 1. Introduzione nel mondo pirandelliano
I. 2. Il mondo novellistico pirandelliano
CAPITOLO II – MOTIVI PRINCIPALI PRESENTI NELLE NOVELLE DI PIRANDELLO
2.1. Ironia e comicità in Pirandello: l’avvertimento ed il
sentimento del contrario
2.2. Critica della classe borghesi
2.3.1. La psicologia dei personaggi di Pirandello e la psicanalisi
di Freud
2.4. L’humus regionale
2.5. Il profilo “sbagliato” del mondo provinciale e borghese
CAPITOLO III - IL SIGNIFICATO STORICO DELLA SCELTA CONTENUTISTICA
3.1. Il realismo – punto di partenza dell’opera pirandelliana
3.2. La società in profonda crisi morale espressa come dramma
universale dell’uomo
3.3. La funzione dell’umorismo pirandelliano
3.5.2. Intrusione dell’autore
CAPITOLO IV - IL LINGUAGGIO MENTALE DEI PERSONAGGI LETTERARI
4.1. La tecnica del “soliloquio”
4.2. La filosofia “del lontano”
4.3. Il dibattito interiore dei personaggi
CAPITOLO V - LE NOVELLE PIRANDELLIANE – SOGGETO PER I FILM
5.1. L’opera dell’autore siciliano - un trattato improprio di
psicanalisi


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CAPITOLO I –VITA E OPERA DI LUIGI PIRANDELLO
I. 1. Introduzione nel mondo pirandelliana
Di Luigi Pirandello si è tantissimo scritto e se ne scriverà ancora, ed è per questo che in questo capitolo verranno accennati i momenti di spicco della sua vita ed opera, specialmente quelli che sono rilevanti per la formazione dello scrittore novecentesco.
Nato ad Agrigento nel 1867, da una famiglia di tradizione garibaldina ed antiborbonica e proprietaria di alcune zolfare, muore nel 1936 a Roma due anni dopo aver vinto il Premio Nobel per la letteratura.
Compiuti gli studi liceali a Palermo, s’iscrive alla Facoltà di lettere dell’università di Roma, però si trasferisce in Germania, all’università di Bonn, dove si laurea in filologia romanza con una tesi sul dialetto di Girgenti.
In Germania studia e traduce i classici tedeschi (Goethe), alle cui opere s’ispirerà nelle sue prime raccolte di versi: “Mal giocondo” e “ Pasqua di Gea”. 
Nel 1892 sempre deciso a dedicarsi alla sua vacazione letteraria, si stabilisce a Roma, dove vive con un assegno mensile del padre. Nell’ambiente letterario della capitale conosce e stringe amicizia con il suo conterraneo Luigi Capuana, che lo spinge verso il campo della narrativa. Compone così il suo primo romanzo, uscito nel 1901 con il titolo “L’esclusa”; intanto collabora variamente a riviste e scrive delle novelle. Non abbandona tuttavia la poesia: escono nel 1895 le “Elegie”, nel 1901 “Zampogna” e nel 1912 “Fuori di chiave”, la sua ultima raccolta poetica.
Inizia una fitta collaborazione con diversi giornali e riviste letterarie, sulle quali pubblica una ricca e vasta produzione narrativa, che trova consensi presso il pubblico, ma non anche da parte della critica.
Scrive il romanzo “Il turno” (edito nel 1902); e lavora ai suoi primi testi teatrali che per allora non riescono a raggiungere le scene. Fonda con Ugo Fleres ed altri amici un settimanale letterario dal titolo shakespeariano di grande dignità ed insegna stilistica e poi letteratura italiana presso l’Istituto Superiore di Magistero di Roma.
Nel 1904 “Il fu Mattia Pascal”, pubblicato a puntate sulla “Nuova Antologia”, riscuote un successo tale che uno dei piú importanti editori del tempo, Emilio Treves di Milano, decide di occuparsi della pubblicazione delle sue opere.
Nel 1908 pubblica due volumi saggistici “Arte e scienza” e “L’Umorismo”, grazie ai quali ottiene la nomina a professore universitario di ruolo. Nel 1909 inizia la sua collaborazione, che durerà fino alla morte, al “Corriere della Sera”, su cui appaiono via via le sue novelle; e pubblica la prima parte del romanzo “I vecchi e I giovani”; poi due anni dopo esce il romanzo “Suo marito”.
Scrive anche alcuni soggetti cinematografici, mai realizzati, mentre nel 1915 viene stampato il romanzo “Si gira ”, seguito da una prodigiosa ed intensa attività teatrale. Proprio negli anni della grande guerra mondiale scrive alcune celebre opere: “Pensace Giacomiro!”, “Liolà“ (1916); “Così è (se vi pare)”, “Il berretto a sonagli”, “Il gioco delle parti ” (1918).


Fisiere în arhivă (1):

  • Il Desolante Agnosticismo Dell'Umorismo Pirandelliano.doc

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